Se sei il titolare di un'azienda che lavora nell'alimentare, dovresti leggere questo post - ScudoLiquido

Se sei il titolare di un’azienda che lavora nell’alimentare, dovresti leggere questo post

Spesso mi trovo a dialogare con piccoli imprenditori, titolari di attività commerciali che, autonomamente si occupano degli acquisti e, quando percepiscono un vantaggio che può derivare alla loro attività dall’impiego di prodotti più performanti di quelli che usano, immediatamente drizzano le antenne e approfondiscono.

Altrettanto spesso mi trovo a dialogare con dipendenti di medie aziende dell’alimentare.

I più sono attenti alle nuove possibilità che il mercato offre, approfondiscono, si capisce che vogliono migliorare la produttività e la qualità del lavoro nella propria azienda.

Molti, tuttavia, hanno altre priorità.

Il loro approccio è qualcosa del tipo “è andata bene sinora, non vedo perché rischiare il deretano, impegnarmi per fare delle verifiche, rischiando di dovermi esporre con la proprietà per qualcosa che potrebbe non funzionare”.

E, con questo approccio, se ne stanno bellamente seduti sulla poltrona, con il pensiero a cosa mangiare per cena.

Il risultato è di aziende, anche strutturate, dinamiche per quanto riguarda il prodotto che realizzano, ma allo stato della preistoria riguardo la gestione di attività rilevanti come la sanificazione e la detergenza degli impianti.

Questa inerzia prosegue sino a quando non si sviluppa una emergenza.

La più frequente è la contaminazione ripetuta, per la quale non si riesce a trovare l’origine.

Che si fa, in questi casi?

Si inonda l’ambiente produttivo di bombe chimiche che, forse, risolvono il problema.

Le bombe chimiche, tuttavia:

  • provocano danni agli ambienti e ai macchinari che, prima o poi, bisognerà pagare
  • non sempre sono in grado di risolvere il problema, perché spesso il problema si trova altrove

Grave è anche che questi comportamenti sono spesso avallati dai consulenti esterni che, all’urlo di “tanto il cliente ne sa meno di me”, sono fermi al medioevo.

Bene, io credo che sia compito di un imprenditore, oltre alla progettazione dell’attività, alla delega, alla definizione delle strategie, verificare a quale livello di sicurezza sia la sua azienda.

L’imprenditore con il quale parlo sa bene che:

  1. il rischio che il prodotto fresco esca contaminato esiste
  2. ogni situazione emergenziale comporta dei costi non preventivati
  3. pur con la delega, alla fine la responsabilità è sua

Caro imprenditore dell’alimentare, lo sai che…

  • …è possibile aumentare sensibilmente la sicurezza sanitaria degli ambienti produttivi?
  • …è possibile evitare le emergenze, pianificando le attività e utilizzando prodotti più performanti?
  • …è possibile da subito dimezzare i costi improduttivi di detergenza e sanificazione?
  • …è possibile ridurre sensibilmente le risorse dedicate alle attività di detergenza e sanificazione?